leggende-sul-tartufo

Il tartufo, noto per il suo caratteristico profumo e sapore molto aromatico, è un fungo che cresce spontaneamente sotto terra, vicino alle radici di querce, lecci o pioppi, rendendo la sua ricerca, molto più difficile e appassionante, tanto che i migliori cercatori si servono di costosissimi cani addestrati a dovere. Molti animali ne vadano ghiotti proprio per l’odore che riescono a sentir provenire dalla terra e che, purtroppo, le narici umane non riescono a captare. L’animale più noto, oltre al cane, è senza dubbio il maiale.

Oltre ad un profumo e gusto intensi, il tartufo possiede innumerevoli proprietà benefiche per la nostra salute, proprietà conosciute fin dai tempi dell’antica Grecia, periodo in cui, secondo le testimonianze del poeta Giovenale, era considerato un tubero afrodisiaco, in quanto originatosi da un fulmine scagliato da Giove su una pianta di quercia e, essendo il Dio noto per la sua attività erotica, gli fu attribuito un intenso potere stimolante.

Non tutti sanno che il tartufo non è semplicemente un aroma o un contorno, ma possiede anche innumerevoli proprietà nutrizionali. Questo fungo, infatti, ricco di magnesio, potassio e vitamina B12, è anche poverissimo di grassi e calorie ed è anche un’ottima fonte di proteine, soprattutto per chi esclude dalla dieta il consumo di carne.  Il più grande beneficio, però, è rappresentato dal fatto che si tratta di un alimento povero di colesterolo e, anzi, contribuisce ad abbassarne i livelli generali nel sangue.

La #fattorialavacchio ha una tartufaia propria, dove saremo lieti di ospitarvi per una raccolta.

Per informazioni contattateci allo 0558396221 o inviateci un e-mail ad agriturismo@fattorialavacchio.com

29
ago
mirto

Mirto

I frutti hanno un profumo aromatico e spesso si utilizzano con pietanze di cacciagione.

Le foglie vengono utilizzate per aromatizzare piatti cotti e speziati e i frutti se essiccati si utilizzano per insaporire sciroppi o salse.
I fiori sono dolci e si utilizzano nelle insalate.

06
mar
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"I pane della Vale"

Questa bellezza è ciò che Valentina ci porta per colazione ogni volta che si diverte a dilettarsi in cucina con metodi di cucina bio.

Vi proponiamo la ricetta; provate e diteci cosa ne pensate!

INGREDIENTI:

- 4 cucchiai di lievito madre
- 1 litro e mezzo di acqua tiepida
- 1 Kg di farina itegrale bio
- 500 g di farina manitoba
- 1 Kg di farina di semola bio
- 4 cucchiai di semi di girasole bio
- 4 cucchiai di semi di lino bio
- 2 cucchiai di semi di papavero bio
- 4 cucchiai di semi di sesamo bio
-...

31
dic
cinghiale-in-umido

Cinghiale in umido

Il cinghiale in umido è un saporito secondo piatto di cacciagione, caratteristico della cucina Toscana e fra le più tipiche preparazioni invernali di selvaggina.

Una delle caratteristiche della cucina Toscana è quella di utilizzare, nei piatti di tutti i giorni come in quelli delle feste, carne di maiale, carne bianca come pollo, tacchino o faraona e carne di cacciagione come fagiano o cinghiale, fino ad ottenere piatti poco costosi, ma così saporiti che spesso, quello che avanzava, il...

08
ago
coriandolo

Coriandolo

La parola coriandolo deriva dal termine latino Coriandrum che a sua volta trova le radici nella parola greca corys (cimice), seguita dal suffisso -ander (somigliante). Il nome di questa pianta si riferisce allo sgradevole odore che emana fino al periodo della maturazione dei frutti, simile a quello delle cimici. Per questo motivo la pianta del coriandolo è conosciuta anche come erba cimicina.

Atra curiosità legata al nome di questa spezia è il motivo per cui oggi chiamiamo coriandoli i...

15
mag
fragole-per-pelle-secca

Fragole per pelle secca

Ingredienti: 7 fragole, 1 cucchiaino miele, 1 cucchiaino zucchero di canna.

Lavare bene le fragole e ridurle in poltiglia con l’aiuto di un mortaio. Aggiungete lo zucchero di canna e continuate a mescolare e pestare. Lasciare riposare il composto per 15 minuti ed aggiungere 1 cucchiaino di miele. Continuate ad amalgamare il tutto ed una volta ben amalgamato lasciate riposare per 15 minuti prima dell’applicazione.

Applicare sul viso con movimenti circolari, evitando la zona degli occhi....

28
gen
ma-quale-celiachia...

Ma quale celiachia...

Sono almeno 12 mila anni che l’umanità si nutre di frumento, senza problemi. E di colpo, ecco sorgere la “intolleranza al glutine”, con relativo ipersviluppo degli affari relativi a questa “malattia”: paste senza glutine a 5 volte il prezzo delle normali, prodotti bio dove l’etichetta dichiara “senza glutine” … Ma il glutine è un veleno?

Il problema vero deriva dai prodotti che vengono utilizzati per coltivare il grano. Leggete questo articolo, con l'augurio che diventiate...

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La bottega del mulino n°1

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